Just Eat e il takeaway a pranzo: +137% degli ordini sull’app nell’ultimo anno

La pausa pranzo è da sempre un momento irrinunciabile per i lavoratori italiani, indipendentemente dalla professione; tutti vogliamo viverla trascorrendo un momento piacevole sia da un punto di vista sociale che del gusto alimentare.

Ogni settore poi ha le sue preferenze quando si tratta di ordini in ufficio! Volete sapere cosa abbiamo scoperto? Tra chi ordina a domicilio in pausa pranzo il 41% sono impiegati, il 18% liberi professionisti, il 33% studenti. Dati significativi che confermano quanto il food delivery sia oggi una nuova abitudine di consumo non solo nella fascia serale ma anche dai luoghi di lavoro.

Tra i professionisti che ordinano di più troviamo a sorpresa quelli dell’ambito sanitario che ordinano a pranzo soprattutto con hamburger e insalate leggere. Molto attivi poi anche i commerciali, che lavorano anche in mobilità, e che si distinguono con grandi ordini di sushi, panini o piadine.

Chi lavora nella comunicazione e nel marketing ordina soprattutto panini e piadine (il 41% in più rispetto a chi ad esempio lavora nell’industry del food & beverage) e cibo giapponese (il 53% in più rispetto ai designer del mondo della moda);

I nuovi professionisti del digitale sono invece fanatici di hamburger che scelgono l’82% in più rispetto a chi lavora nel settore estetico, mentre i bancari amano la pasta per il 71% in più di chi lavora nel mondo dello spettacolo.

Ma bando alle ciance: ecco la classifica dei cibi a domicilio preferiti a pranzo dai professionisti dei diversi settori: (mark as H2)

  1. bancario – panini e pizza
  2. commerciale – giapponese e hamburger
  3. digitale – hamburger
  4. design ed edilizia – panini e giapponese
  5. estetica e bellezza – giapponese e piadine
  6. comunicazione e marketing – piadine e giapponese
  7. food & beverage – pizza e giapponese
  8. amministrazione –pizza e panini
  9. legale – panini e giapponese
  10. intrattenimento e spettacolo – giapponese e hamburger
  11. moda – giapponese
  12. sanitario – panini, insalate e giapponese

Dimmi dove lavori e ti dirò cosa ordini

Sulle scrivanie, nelle aree ricreative e nelle meeting room primeggiano a livello nazionale panini e piadine (22%), seguiti dalla cucina giapponese (15%), dagli hamburger (11%), e a pari merito da insalate e pasta (7%).

Guardando alla singole città analizzate si nota però una crescita notevole degli ordini di cibi healthy come insalate, burger veg o piatti vegetariani, in impennata ad esempio a Trieste e a Bari, o di cibi ritenuti trendy, tra cui i tramezzini in salita a Torino, le crepe a Bologna, o ancora un trend positivo sulle cucine straniere più particolari come quella peruviana ordinata a Roma, l’indiano a Pisa e lo spagnolo e il medio orientale a Milano.

infografica pranzo

Ma quali sono i singoli piatti più ordinati in assoluto a pranzo a livello nazionale?

Ai primissimi posti troviamo i ravioli al vapore (cucina cinese) e l’intramontabile panino con cotto, mozzarella e salsa rosa, seguiti dal cheeseburger (cucina americana) e dagli amatissimi uramaki Philadelfia (cucina giapponese). Tra i primi dieci piatti anche due italiani: la cotoletta e le patate al forno.

Analizzando infine le differenze tra uomo e donna, la quota rosa ordina a livelli decisamente superiori rispetto al sesso maschile il sushi (+107%) al primo posto, le insalate (+114%) al secondo, il cibo vegetariano (+167%) al terzo, e infine i dolci. Al contrario nella classifica delle preferenze maschili per il pranzo troviamo al primo posto i panini, al secondo gli hamburger e al terzo la pasta (+40% rispetto agli ordini femminili).

Come e quanto spesso si ordina?

Tra le 15 città analizzate svettano in cima alla classifica Milano, Bologna, Roma, Torino e Genova, ma il trend cresce con ritmi particolarmente sostenuti in altre aree che si dimostrano invece come le città appunto più in crescita. In testa Pisa (+1186% ), ancora Bologna (+685% ), Brescia (+298%) e Catania (+222%) dove il cibo consegnato comodamente al desk sta registrando punte davvero importanti.

Il 36% ordina cibo a domicilio per pranzo mediamente 2-3 volte al mese, il 20% una volta a settimana e il 9% più di una volta a settimana. Chi invece non ordina a domicilio online a pranzo, dichiara nel 45% dei casi di preferire il tradizionale pranzo da casa, per i milanesi la “schiscetta”.

Ma a che ora si mangia tra un meeting un appuntamento o un lavoro da finire?

Il 31% dei professionisti italiani ordina alle ore 12:00 per ricevere il pranzo con sicurezza per la pausa delle 13:00, una tendenza registrata soprattutto al Nord d’Italia come a Verona, Genova, Milano e Torino, mentre il 27% invia il proprio ordine tra le 13:00 e le 13:30, un’abitudine questa secondo un orario tipico del centro-sud in città come Palermo, Bari, Napoli e Catania.

Il 32% si fa consegnare il cibo per un gruppo di 3-4 colleghi per gustare in compagnia dei colleghi o con il proprio team il cibo preferito, il 27% ordina per se stesso in modo da ottimizzare i tempi delle attività della giornata lavorativa mangiando però ugualmente in modo sano e il 23% ordina per due persone per trascorrere la pausa pranzo con il collega più simpatico.

Metà degli ordini sono con buoni pasto o pagamento in contanti

Dal nostro studio emergono poi evidenze anche in relazione al metodo di pagamento del pranzo a domicilio ordinato via app: quasi il 50% paga il pranzo con carta di credito o PayPal, ma è in crescita il numero dei lavoratori che con Just Eat approfittano della possibilità di pagare con i buoni pasto anche a domicilio, con circa il 20% che li utilizza per pagare tramezzini, panini, pasta e insalate. Ma non solo…

Just Eat permette infatti di pagare anche in contanti e questo consente a oltre il 30% di chi ordina di affidarsi ancora al pagamento alla consegna.

Curiosità

Nell’ultimo anno si sono verificate poi alcune curiosità divertenti tra gli ordini effettuati dagli italiani per pranzo, come il caso di una donna che ha ordinato 44 caffè a Palermo in 3 mesi e mezzo sempre tra le 10 e le 12, quello di un bolognese con 37 insalate in 6 mesi, sempre alle ore 11, di una genovese con 42 hot dog in 3 mesi e infine di una milanese con 38 bacon cheeseburger sempre tra le 10 e le 11 di mattina in 8 mesi.