Quanto costa ordinare a domicilio in Italia? Scopri il prezzo di pizza, hamburger e sushi nella tua città.

Bari la città più economica, Firenze la più cara. Abbiamo confrontato per voi i prezzi dei cibi più ordinati in 14 città italiane.

Cresce sempre più la voglia degli Italiani di ordinare a domicilio, sia in termini di frequenza che di varietà. La nostra penisola apprezza sempre di più ricevere le cucine preferite comodamente a casa propria, soprattutto per i piatti intramontabili e sempre trendy.

Per questo motivo abbiamo realizzato un’indagine per capire come variano nelle città italiane i prezzi di alcuni tra i cibi più diffusi e qual è la spesa economica dei consumatori italiani di food delivery. Il report analizza le differenze di prezzo di tre tra i piatti più ordinati da Nord a Sud nelle diverse città, selezionati tra le cucine preferite: pizza margherita, cheese burger e uramaki california.

Ecco le evidenze del Just Eat Economic Index

  • Nella classifica delle città dove ordinare a domicilio costa di meno, Bari è al primo posto, seguita da Napoli e Palermo
  • Nella top 5 dove ordinare a domicilio costa di più, al primo posto Firenze, seguita al secondo posto da Trieste
  • Una pizza margherita a domicilio ha una spesa media di 5,00 euro e a Firenze costa il 45% in più che a Napoli e il 22% in più rispetto a Milano
  • La pizza margherita più cara è in Norvegia con il + 135% rispetto all’Italia

Quanto costa quindi oggi ordinare a domicilio alcuni tra i piatti più famosi?

Giapponese e hamburger risultano le più care, con una media di spesa per una porzione di uramaki california di 7,00€ e di 6.75€ per un cheese burger da mangiare a casa.

Il grande classico: pizza a domicilio

La pizza invece è sempre la più accessibile, con una media nazionale di 5,00€ per una margherita a domicilio.
Entrando nel merito dei tre piatti analizzati dal Just Eat Economic Index, emergono però delle curiosità inaspettate.
La città dove conviene di più una pizza margherita a domicilio è Bari (-30% sul prezzo medio nazionale), al secondo posto la regina della pizza, Napoli (-10%) e a seguire Padova e Verona, con prezzi molto simili (4,50€).

Se si osservano poi le città più convenienti quando si vuole mangiare un cheese burger è Palermo la meno cara (4,00€), seguita da Bologna e Genova (5,00€).
Il sushi invece costa meno a Pisa e a Brescia, ordinando una porzione di uramaki california (6,70€ in media).
Passando ai piani alti della classica la città dove ordinare una pizza margherita è più costoso è invece Firenze (+ 45% rispetto alla media nazionale), seguita da Trieste (+20%) e a pari merito da Roma e Milano (+10%).

Firenze risulta la più cara anche per farsi consegnare un cheese burger (+40%), seguita a ruota da Roma (+33%). Guardando invece ai piatti della cucina orientale, Palermo risulta la più cara per gli ordini di Uramaki California (+28%), seguita a sorpresa da Bologna, Bari e Verona (+15%).

Da città a città ci sono infatti differenze sostanziali che mettono in evidenza una tendenza da sempre tipica del nostro Paese, ovvero prezzi che variano in modo significativo anche per lo stesso piatto. Il Just Eat Economic Index svela nella classifica delle città in cui costa di più ordinare a domicilio. In testa Firenze come la più cara, seguita da Trieste, Roma e Milano. Sul podio dei luoghi dove il food delivery è meno caro, con costi più bassi, Bari è al primo posto come città in cui è più conveniente mangiare a casa i propri piatti preferiti, seguita da Napoli e Palermo.

La classifica delle città italiane secondo il Just Eat Economic Index:

WEIGHTER INDEX
Italy 1,00

Index_Repubblica

Just Eat Economic Index: la classifica nazionale di quanto costa ordinare a domicilio con Just Eat (mediana dei prezzi pesata sul numero di ristoranti partner che offrono il prodotto analizzato). Metodologia basata sull’offerta disponibile. I prodotti per i quali viene effettuata la rilevazione comprendono quelli maggiormente ricorrenti nelle spese della maggior parte dei consumatori Just Eat nelle tre cucine preferite a livello nazionale.

L’indice dei prezzi mostra un incremento pari al +60% per i fiorentini rispetto ai baresi, un trend che conferma differenze nel costo della vita per le diverse zone d’Italia legate a disparità locali come benessere e stile di vita, contesto sociale e struttura economica. Ci sono alcune sorprese, come ad esempio Bologna che supera Torino nella classifica (ma resta in linea con la media nazionale), Verona, Pisa e Padova che mostrano un indice equivalente (leggermente inferiore rispetto alla media) e Milano che si trova al quarto posto, sfatando il mito della più cara.

Variabilità e prezzi mesi nell’ordinare a domicilio

L’indicatore fa emergere poi alcune differenze davvero clamorose in termini di spesa economica, per esempio, a Milano il prezzo medio di una Pizza Margherita a domicilio è €5,50, il 57% più alto rispetto a Bari (€ 3,50), a Firenze un Cheese Burger costa in media €9,50, mentre a Palermo solo €4,00, mentre a Pisa spendono più del 70% in meno di Verona per un uramaki california.

Dunque se una famiglia di quattro persone a Bari con 15 € riesce a fare una pizzata tutti insieme comodamente a casa, con la stessa cifra a Firenze può cenare con pizza a domicilio solo una coppia. Allo stesso modo a Bologna un gruppo di 6 amiche può passare una serata di chiacchiere tra donne mangiando cheese burger con circa 30 euro, a Palermo possono farlo solo in 3.

Oppure ancora, con poco meno di 10 euro a Padova si cena con due pizze margherita, mentre per quasi la stessa spesa si mangia un solo hamburger a Roma. Ma non finisce qui.

Se le differenze di prezzo del food delivery attraverso la penisola avvantaggiano alcuni nostri connazionali rispetto ad atri, facendoli risparmiare di più, chi vive all’estero e ama l’intramontabile pizza margherita si trova a dover aprire un po’ di più il portafoglio, in particolare in Norvegia dove questo piatto ha un prezzo più alto del 135% (13,16€ per una pizza a domicilio) rispetto alla media italiana, in Canada del +98% e in Danimarca del +79%, mentre possono permettersi di mangiarne di più i Paesi Bassi dove costa “solo” il 38% in più che a casa nostra.